Su Linux, finora, gestire Proton Drive voleva dire arrangiarsi: l’interfaccia web nel browser oppure soluzioni di terze parti come rclone, con tutte le fragilità del caso. Nelle ultime ore Proton ha pubblicato uno strumento ufficiale che cambia almeno in parte la situazione, una CLI per Proton Drive disponibile per Windows, macOS e Linux. Si tratta di un singolo binario da scaricare ed eseguire, costruito sullo stesso SDK che fa girare le app ufficiali del servizio, con cui è quindi pienamente interoperabile.
A chi serve davvero
Una CLI (command-line interface) è un programma che si lancia da una shell: gli si passa un comando con i suoi argomenti e fa il suo lavoro. Niente codice da scrivere, niente interfaccia grafica. La versione di Proton Drive copre per ora le operazioni essenziali: elencare cartelle, caricare e scaricare file, gestire il cestino, condividere contenuti e inviare inviti. I risultati arrivano in testo leggibile, ma con il parametro --json si ottiene un formato pensato per chi costruisce automazioni.
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Ed è proprio l’automazione il punto. Lo strumento ha senso quando serve un’azione precisa in un momento preciso, più che una sincronizzazione continua delle cartelle: caricare i file al termine di una compilazione, fare il backup di una cartella a intervalli regolari con cron, pubblicare materiale dopo un rilascio, revocare un accesso quando qualcuno lascia il team. La CLI esegue, comunica se ha funzionato ed esce.
Il login non passa dalla riga di comando ma dal browser, quindi nessuna password digitata nel terminale, e le sessioni vengono conservate nel gestore di credenziali del sistema operativo (Windows Credential Manager, Keychain su macOS, libsecret su Linux). Tutto resta protetto dalla stessa crittografia end-to-end del resto di Proton Drive.
Non sostituisce l’app, e quella per Linux è in arrivo
Proton è chiara su un punto: la CLI affianca le applicazioni, non le rimpiazza. In particolare manca il motore di sincronizzazione in background, che resta esclusiva delle app desktop. Per chi vuole la cartella locale sempre allineata con il cloud, insomma, lo strumento giusto non è questo.
Nello stesso annuncio Proton conferma nuovamente che un client desktop per Linux completo, con tanto di sincronizzazione, è in fase di sviluppo. È la cosa che gli utenti Linux aspettano da tempo e che finora mancava all’ecosistema. Nel frattempo la CLI è open source: il codice è scritto in TypeScript, impacchettato con Bun e disponibile nel repository dell’SDK di Drive su GitHub, dove è anche possibile compilarla da sorgente.
I prossimi passi annunciati includono il supporto a foto e album, ai file condivisi tramite link pubblico e alla gestione multi-account per i team più grandi. L’obiettivo dichiarato è rendere disponibile dal terminale tutto ciò che già si fa nell’app.


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