358 voti a favore, 144 contrari, circa il 71% dei consensi su un’affluenza intorno al 50% degli iscritti attivi. Con questi numeri i soci di Codeberg e.V., l’associazione no profit che gestisce la piattaforma di hosting per software libero costruita su Forgejo, hanno deciso di vietare i repository composti in gran parte da codice scritto da strumenti di intelligenza artificiale generativa. La proposta è stata discussa durante l’assemblea annuale dell’associazione e poi messa ai voti in modo asincrono, con una finestra di 14 giorni per esprimersi.
Cosa cambia nei termini di servizio
La nuova regola è stata aggiunta alla sezione 7 dei termini d’uso e cita esplicitamente strumenti come Claude e OpenAI Codex. Non si tratta di un divieto assoluto sull’uso dell’AI: un progetto che integra qualche riga di codice generata, o che si appoggia occasionalmente a un assistente per risolvere un problema specifico, resta perfettamente ammesso. Quello che non è più tollerato sono i progetti “vibe coded”, cioè quelli in cui la stragrande maggioranza del codice viene prodotta dall’intelligenza artificiale con un contributo umano minimo o assente. La formulazione non prevede eccezioni per chi rivede o mantiene manualmente il codice generato: se la maggioranza del progetto arriva dall’AI, la regola si applica comunque.
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Le ragioni dietro la scelta
Codeberg motiva la decisione con due ordini di problemi. Il primo riguarda il diritto d’autore: lo stato legale del codice generato da AI, e dei dati usati per addestrare quei modelli, resta incerto, e l’associazione non vuole ospitare progetti con una proprietà intellettuale poco chiara. Il secondo è la sicurezza: gli strumenti generativi, secondo Codeberg, offrono ancora poche garanzie contro la produzione di codice vulnerabile o dannoso. C’è però anche un aspetto più pratico, spiegato nel post ufficiale sul blog: i costi di storage sono lievitati parecchio negli ultimi anni e i progetti “usa e getta” generati in automatico stanno pesando sempre di più su infrastruttura e budget, sostenuti solo da donazioni.
Un secondo voto sui dati di addestramento
Nella stessa tornata i soci hanno approvato anche una seconda mozione, meno divisiva, con cui Codeberg si impegna formalmente a non usare mai il codice o i dati degli utenti per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Nella stessa assemblea è passato anche il divieto per i progetti legati alle criptovalute, sulla scia di una scelta simile presa da SourceHut nel 2023.
Codeberg ha comunque escluso cancellazioni di massa nell’immediato: il team di moderazione applicherà la regola gradualmente, partendo da casi esemplari, senza passare al setaccio l’intero catalogo di repository esistenti. La scelta arriva a pochi mesi da una mossa simile di Flathub sul codice assistito da AI, e segna un contrasto netto con GitHub, che continua invece ad ampliare l’integrazione di assistenti e agenti AI nella propria piattaforma.
Non tutti gli sviluppatori sono d’accordo: c’è chi avrebbe preferito una soluzione più tecnica che economica, per esempio isolando i progetti generati da AI su un livello di infrastruttura separato e a pagamento, invece di un divieto netto.


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