Con la versione 2.1.0, Syncthing risolve una richiesta aperta da oltre un decennio: il raggruppamento di cartelle e dispositivi nell’interfaccia grafica. Assegnando l’attributo group nella configurazione, gli elementi correlati si organizzano visivamente nella schermata principale, una comodità concreta per chi gestisce molte cartelle o più dispositivi sincronizzati.
Proxy HTTP e nuove opzioni di configurazione
Fino a questa versione, Syncthing supportava solo proxy SOCKS per le connessioni in uscita. Con la 2.1.0 è possibile usare anche proxy HTTP e HTTPS con supporto CONNECT, tramite la variabile d’ambiente all_proxy.
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Altre due aggiunte completano il quadro: per le cartelle in cui conta più la leggerezza del database che il risparmio di banda, è ora possibile disabilitare l’indicizzazione a blocchi tramite l’attributo blockIndexing. La durata della sessione nell’interfaccia web, prima fissa a una settimana, diventa configurabile tramite sessionCookieDurationS, con la possibilità di impostarla anche su durata indefinita.
jQuery aggiornato, tre CVE chiuse
La release aggiorna jQuery alla versione 3.7.1, risolvendo tre vulnerabilità note: CVE-2020-11022, CVE-2020-11023 e CVE-2015-9251. Non si tratta di falle critiche nell’uso tipico di Syncthing, ma l’aggiornamento era comunque in attesa.
Syncthing 2.1.0 è disponibile tramite il repository APT ufficiale e come immagine Docker su Docker Hub e GitHub Container Registry.


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