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Mullvad dice addio a OpenVPN e punta tutto su WireGuard

Mullvad forza il traffico nel tunnel su iOS, aggirando un bug di Apple

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Mullvad introduce sulla sua app iOS una funzione opzionale che instrada tutte le app attraverso la VPN, accettando conseguenze pesanti sugli aggiornamenti pur di aggirare un limite noto del sistema Apple.

Nessun login, nessun IP salvato.

Dopo oltre un anno passato a segnalare pubblicamente un limite del framework NetworkExtension di iOS, Mullvad ha deciso di non attendere oltre. L’applicazione svedese sta per rilasciare una funzione opzionale nella sua app iOS che prova a tappare le fughe di traffico fuori dal tunnel VPN, un problema strutturale del sistema operativo di Apple mai risolto.

La funzione si chiama Force all apps e, quando attivata, imposta a true l’opzione includeAllNetworks di iOS. In pratica, il sistema viene costretto a far passare dal tunnel cifrato tutto il traffico delle applicazioni, senza consentire a pacchetti isolati di uscire al di fuori della VPN in certe condizioni.

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Il problema noto di iOS

Mullvad aveva raccontato un anno fa perché evitava di attivare quella opzione, pur sapendo che avrebbe risolto le fughe. Il motivo è concreto: abilitarla manda in crisi il meccanismo di aggiornamento dell’App Store.

Lo scenario descritto dall’azienda è un loop: iOS avvia l’aggiornamento dell’app, lo stack di rete del telefono si blocca, il dispositivo resta senza connessione. L’utente riavvia, la rete torna a funzionare, ma l’App Store riprova ad aggiornare l’app e la sequenza si ripete da capo. Un ciclo da cui si esce solo intervenendo manualmente.

La scelta, e le sue condizioni

La novità è che ora Mullvad sceglie comunque di offrire questa strada agli utenti, consapevole che molti pagheranno il prezzo in termini di usabilità. L’azienda ha impostato la funzione come esplicitamente opt-in e spera che, con più utenti esposti al problema, aumenti anche la probabilità che venga risolto a monte, cioè da Apple.

Per non finire nel loop descritto sopra, chi abilita Force all apps deve gestire gli aggiornamenti a mano. Ci sono due strade possibili. La prima è disconnettere la VPN prima dell’aggiornamento, lasciare che l’app si aggiorni (non si riconnetterà automaticamente) e riattivare poi la connessione manualmente, lasciando Force all apps attiva. La seconda è disattivare direttamente Force all apps, lasciare che tutto scorra e riabilitarla a mano dopo.

In entrambi i casi, durante la finestra dell’aggiornamento il traffico uscirà fuori dal tunnel VPN. Mullvad dichiara di non aver trovato un modo per evitarlo. E avverte che una parte di chi attiva la funzione potrebbe comunque ritrovarsi con lo stack di rete compromesso, caso in cui l’unica cosa utile da fare è inviare un feedback report ad Apple. Resta poi irrisolto un altro limite collegato, che costringe Mullvad a tenere in piedi una soluzione tecnica pensata per aggirarlo. Un ulteriore segnale che l’intero impianto non dipende da come è scritta l’app, ma da come Apple ha costruito iOS.

Una scelta coerente

Al di là dei dettagli tecnici, l’annuncio è in linea con la posizione che Mullvad tiene da sempre: accettare compromessi scomodi sull’esperienza d’uso pur di offrire una maggiore privacy a chi la cerca davvero. Una coerenza che ha pagato in termini di reputazione, ma che su iOS si scontra con i limiti di un sistema operativo dove molte decisioni non dipendono da chi sviluppa le app.

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