Ghostty, l’emulatore di terminale open source scritto in Zig, è arrivato alla versione 1.3.0 con sei mesi di lavoro alle spalle, 180 contributori e quasi tremila commit. Il risultato è una release che risolve alcune delle richieste più vecchie della community.
La novità più attesa è la ricerca nello scrollback (la cronologia del terminale): si attiva con cmd+f su macOS o ctrl+shift+f su GTK, evidenzia tutti i risultati nel viewport e permette di navigarli. La barra di ricerca si può spostare in qualsiasi angolo della finestra per non intralciare il lavoro. Arrivano anche le scrollbar native, stilizzate secondo le convenzioni di ciascuna piattaforma, e le notifiche di fine comando: se avvii una build lunga e passi ad altra finestra, Ghostty ti avvisa quando ha finito. Da segnalare anche il supporto migliorato a OSC 133 Semantic Prompts, che permette di spostare il cursore con il mouse all’interno del prompt della shell, funzionalità già disponibile nativamente in Fish 4.1+ e Nushell 0.111+.
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C’è anche un fix di sicurezza da tenere a mente: la CVE-2026-26982 riguardava la possibilità di eseguire comandi arbitrari tramite caratteri di controllo nascosti nel testo incollato o trascinato nel terminale. Richiedeva interazione dell’utente, ma era un vettore reale. Aggiornare conviene.
Il resto della release include miglioramenti alle keybind con supporto a tabelle modali in stile tmux, controllo granulare sulla directory di lavoro ereditata da tab e pannelli, copia negli appunti con formattazione HTML preservata, e su macOS l’integrazione AppleScript e il riordino dei pannelli tramite drag and drop. Le performance sono migliorate sensibilmente grazie all’analisi di circa 4 GB di registrazioni reali di terminale fornite da asciinema.


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