AdGuard per Windows 7.22.4 porta un cambiamento infrastrutturale importante: il vecchio driver WFP, responsabile nel tempo di schermate blu, conflitti con gli antivirus e filtraggio rotto su Chrome, cede il passo a SockFilter, un nuovo driver sperimentale che intercetta il traffico a livello socket invece che a livello pacchetto.
Con la versione 7.22.4, rilasciata questa settimana, AdGuard introduce un’alternativa: SockFilter, un nuovo driver che opera a livello socket, cioè più in alto nello stack di rete rispetto a WFP. Invece di intercettare il traffico ai livelli più bassi del sistema, SockFilter si inserisce là dove le applicazioni interagiscono direttamente con la rete, a livello TCP/UDP. Un approccio più leggero, meno invasivo, progettato per litigare meno con il resto del sistema.
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I vantaggi attesi, quando sarà stabile, sono concreti: meno conflitti con VPN, firewall e antivirus, rischio ridotto di crash critici, e una maggiore compatibilità generale. La vecchia soluzione di ripiego, il driver TDI, è ancora disponibile ma ormai obsoleta e causa già problemi di filtraggio su alcune versioni di Chrome.
Il punto è che SockFilter è ancora sperimentale. AdGuard lo dice chiaramente: ci sono bug, e uno in particolare è già noto, le chiamate vocali e video su Discord possono presentare anomalie. Il team ha già riprodotto il problema ed è al lavoro su una correzione. Per chi volesse provarlo, si attiva da Impostazioni → Rete → Filtraggio del traffico, selezionando SockFilter dall’elenco.
Non è una novità per l’utente finale, almeno non ancora. Ma è il tipo di lavoro infrastrutturale che, se va a buon fine, rende un programma silenziosamente più affidabile. Chi usa [AdGuard DNS](aff id=”AdGuard DNS”) o [AdGuard VPN](aff id=”AdGuard VPN”) per la protezione della rete troverà interessante sapere che anche il motore alla base del blocco su Windows sta cambiando approccio.


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