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AdGuard DNS introduce il blocco per categorie nel controllo genitoriale

AdGuard DNS 2.21 blocca i domini imitatori e rinnova il registro delle query

AdGuard DNS si aggiorna alla versione 2.21 con la protezione automatica contro il typosquatting e un registro delle query completamente riprogettato, con scroll infinito e filtri temporali precisi.

Nessun login, nessun IP salvato.

AdGuard DNS è arrivato alla versione 2.21 con due novità distinte: una funzione di sicurezza nuova di zecca e un rifacimento dell’interfaccia per chi analizza il traffico DNS in dettaglio.

Addio ai domini truffa mascherati da errori di battitura

Il typosquatting è una tecnica diffusa quanto sottovalutata: i criminali registrano domini quasi identici a quelli più visitati, contando sul fatto che chiunque possa digitare gooogle.com invece di google.com, o dimenticare una lettera. Dietro quegli indirizzi ci sono spesso pagine di phishing, malware o pubblicità ingannevole.

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Con questa versione, AdGuard DNS individua e blocca questi domini a livello di risoluzione DNS, prima ancora che il dispositivo stabilisca una connessione. Il sistema analizza pattern ricorrenti come lettere scambiate, aggiunte o mancanti, e blocca la richiesta in anticipo.

La protezione si attiva dalla dashboard: Servers, poi Security, poi la casella Typosquatting protection. Dato che il meccanismo si basa sulla somiglianza con domini noti, in rari casi potrebbe segnalare anche indirizzi legittimi che assomigliano a siti popolari. In quel caso è sufficiente disattivare la funzione o aggiungere un’eccezione nelle regole utente del server.

Il registro delle query diventa più navigabile

Il registro delle query, lo strumento che mostra tutti i domini a cui i dispositivi hanno tentato di accedere, riceve in questa versione una sostanziale revisione.

La paginazione tradizionale è stata eliminata: le voci si caricano automaticamente scorrendo verso il basso. Quando si esplorano richieste più vecchie, i nuovi eventi in arrivo non spostano più la posizione nella lista, un problema che rendeva fastidiosa l’analisi in tempo reale. L’intervallo di aggiornamento automatico è ora personalizzabile.

La novità più utile per chi usa il registro a scopo diagnostico è il filtro temporale preciso: invece dei soli preset disponibili finora (ultima ora, ultime 24 ore, ultimo mese), è ora possibile impostare un intervallo con data e ora esatte di inizio e fine.

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