X sta per lanciare la sua nuova app di messaggistica. XChat sarà disponibile dal 17 aprile su iPhone e iPad, promettendo conversazioni private senza pubblicità né tracciamento. Ma c’è un dettaglio che fa storcere il naso.
Cosa offre XChat
L’applicazione si presenta come uno spazio dedicato alle chat, separato dal social network principale. End-to-end encryption su tutti i messaggi, chiamate vocali e video, condivisione di file, gruppi numerosi e messaggi che scompaiono automaticamente. Anche la possibilità di bloccare gli screenshot delle conversazioni è prevista, insieme alla funzione per editare o cancellare ciò che è stato inviato.
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Quello che dice la privacy label di Apple
Tutto questo dovrebbe convincere gli utenti più attenti alla privacy a spostarsi su XChat. La parte più ironica è che la stessa scheda privacy sull’Apple App Store racconta in realtà una storia diversa. Secondo i dati obbligatori richiesti da Apple, l’app potrebbe raccogliere e collegare all’identità dell’utente informazioni sensibili: posizione geografica, dati di contatto, rubrica, contenuti generati e cronologia delle ricerche.
La contraddizione è evidente. Da un lato il marketing parla di zero tracking, dall’altro l’etichetta privacy ammette la raccolta di dati personali. X Corp non sembra aver ancora fornito spiegazioni pubbliche su questa discrepanza.

Il vincolo dell’ecosistema X
A differenza della maggior parte delle app di messaggistica, XChat non esiste come prodotto a sé stante: per usarla serve un account X. Questo significa che per chattare in privato devi prima essere utente di una piattaforma social, con tutto quello che comporta in termini di profilazione e tracciamento sull’account principale. Al momento non ci sono informazioni su un eventuale rilascio per Android.
Il lancio è previsto per domani. Resterà da vedere come l’app si comporterà nella pratica e quanti utenti saranno disposti a fidarsi di un ecosistema noto per posizioni controverse.


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