Con la versione 11.0, QEMU chiude un capitolo rimasto aperto troppo a lungo: il supporto ai sistemi host a 32 bit viene rimosso del tutto. Il taglio definitivo libera il progetto da un onere di manutenzione che i suoi sviluppatori avevano descritto come insostenibile.
Una precisazione necessaria: la rimozione riguarda gli host, cioè i sistemi su cui QEMU viene eseguito. Emulare sistemi guest a 32 bit su un host a 64 bit resta invece supportato.
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Cosa c’è di nuovo
Tra le aggiunte più significative c’è un nuovo acceleratore chiamato “nitro”, pensato per eseguire in modo nativo le AWS Nitro Enclaves direttamente sotto QEMU. Serve a chi vuole replicare in locale ambienti compatibili con AWS o gestire carichi isolati senza cloud. Migliorano anche gli acceleratori MSHV e WHPX, rilevanti per chi usa QEMU su Windows o con Hyper-V.
Quanto a KVM, questa versione introduce la virtualizzazione di CET (Control-flow Enforcement Technology) e aggiunge il reset per le macchine virtuali riservate basate su SEV-SNP e TDX, tecnologie usate per isolare i workload in ambienti confidenziali.
virtio-gpu ottiene il supporto per i driver di contesto nativi e la possibilità di assegnare una risoluzione distinta a ogni uscita video. TCG, il traduttore di codice interno di QEMU, accoglie ora il supporto in-tree per plugin scritti in C++, utile per chi sviluppa strumenti di analisi o debug. Il driver NFS aggiunge compatibilità con libnfs v6; i driver curl e FUSE ricevono vari miglioramenti, tra cui la gestione asincrona delle richieste per FUSE.
Notevoli anche le novità per ARM: emulazione delle estensioni FEAT_ASID2 e FEAT_E2H0, emulazione TCG di SME (Scalable Matrix Extension) e accelerazione HVF di SME2 su macOS. Per x86 arriva il modello CPU Diamond Rapids.


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