Quando pensiamo a internet, spesso dimentichiamo che per milioni di persone nel mondo non è quello spazio libero e aperto che diamo per scontato. In paesi come il Turkmenistan l’accesso alle informazioni è strettamente controllato, mentre in Russia e Egitto le autorità bloccano sistematicamente gli strumenti di comunicazione cifrata. È in questi contesti che Tor diventa uno strumento fondamentale, non un vezzo da smanettoni.
Come riporta il Tor Project sul proprio blog, è partita la campagna di raccolta fondi annuale con una particolarità interessante: fino al 31 dicembre 2025, ogni donazione viene raddoppiata grazie al supporto di Power Up Privacy. In pratica, se doni 25 dollari, l’impatto effettivo sarà di 50 dollari. Il match è valido fino a un tetto massimo di 250.000 dollari.
Perché dovrebbe interessarci tutti
Tor non è solo il browser che alcuni usano per navigare in incognito. È l’infrastruttura che permette a Turkmen.news di fornire accesso a informazioni libere in Turkmenistan, o che consente alla Freedom of the Press Foundation di far funzionare SecureDrop, lo strumento che protegge giornalisti e fonti quando devono scambiarsi informazioni sensibili.
In Russia, dove servizi come Tuta Mail vengono bloccati regolarmente, Tor Browser permette alle persone di accedere alla propria posta cifrata e comunicare liberamente. Non stiamo parlando di hacker o criminali: stiamo parlando di gente normale che vuole semplicemente mandare una mail senza che qualcuno la legga.
Come vengono spesi i soldi
Tor Project è una no-profit e vive di donazioni. Nell’anno fiscale 2023-2024, l’84% delle spese è andato direttamente ai programmi, cioè allo sviluppo della tecnologia, al mantenimento della rete e all’aggiornamento degli strumenti. Non sono parole al vento: l’organizzazione ha ottenuto il rating Four-Star da Charity Navigator e il Platinum Seal of Transparency da Candid, che sono i riconoscimenti più alti in termini di trasparenza finanziaria per le organizzazioni no-profit.
Tradotto: quando doni, i tuoi soldi finiscono davvero dove dovrebbero finire. Vengono usati per migliorare Snowflake (il sistema che aiuta a bypassare la censura), per mantenere sicuro il Tor Browser, per far funzionare la rete e per fare conoscere Tor a chi ancora non dovesse conoscerlo.
Come supportare?
Il modo più diretto è ovviamente donare attraverso il sito ufficiale. Fino al 31 dicembre il tuo contributo viene raddoppiato, quindi è questo il momento migliore se pensavi di farlo. Donazioni superiori ai 25 dollari danno anche accesso a merchandise ufficiale di Tor, per chi ne fosse interessato.
Per chi vuole approfondire, il 10 dicembre ci saranno gli eventi virtuali “State of the Onion” sul canale YouTube del progetto, dove vengono condivisi gli aggiornamenti annuali sul lavoro svolto e sui piani futuri.
Tor esiste da anni e continua a essere uno dei pochi strumenti che funzionano davvero quando si tratta di bypassare censura e sorveglianza. Non raccoglie dati, non li vende, non li scambia. Semplicemente funziona, ed è gratis per chiunque. Ma mantenere un’infrastruttura del genere costa, e non poco. Se credi che un internet libero dalla sorveglianza di massa sia qualcosa che vale la pena difendere, ora è il momento giusto per metterci qualcosa.


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