Il panorama dei browser web è bloccato da tempo in una situazione di stallo tecnico, dove quasi ogni alternativa a Chrome, ad eccezione di Firefox, si limita a vestire con un abito diverso il motore di Google. Ladybird ha deciso di percorrere la strada più difficile: costruire tutto da zero. I progressi di marzo 2026 mostrano che questa scommessa sta pagando, trasformando quello che era un progetto di nicchia in una piattaforma sempre più scattante e capace di gestire il web moderno.
Il cuore di questa rivoluzione si chiama AsmInt. Si tratta di un nuovo interprete JavaScript scritto a mano in linguaggio assembly (per architetture x86_64 e AArch64). Invece di passare per le consuete traduzioni del codice C++, il browser ora parla in modo molto più diretto all’hardware. I risultati nei test di velocità sono brutali: miglioramenti che vanno dal 37% fino al 69% in base al tipo di operazione. La navigazione risulta sensibilmente più reattiva, specialmente su siti carichi di script complessi.
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Il traguardo del 4K e la pulizia del codice
Per la prima volta, Ladybird riesce a gestire correttamente i flussi video VP9 e l’audio Opus all’interno dei contenuti WebM. Questo significa che il supporto a YouTube ha fatto un salto generazionale, permettendo di selezionare la qualità video fino al 4K. Al momento la funzione è nascosta dietro una “flag” sperimentale perché il consumo di memoria è ancora elevato e mancano alcuni meccanismi di pulizia dei dati bufferizzati, ma il segnale è chiaro: l’indipendenza non significa rinunciare all’alta definizione.
Eliminando il vecchio sistema di compilazione JavaScript a favore di un’architettura più snella, il progetto ha guadagnato in stabilità. Anche il motore per le espressioni regolari è stato riscritto completamente da zero utilizzando il linguaggio Rust, una scelta che ha portato a un incremento di velocità pari a sei volte rispetto al passato.

Che cos’è Ladybird
Per i nuovi lettori, Ladybird è un browser unico al mondo. A differenza di quasi tutti i concorrenti (come Edge, Brave o Opera), non prende in prestito il motore di Google (Chromium) né quello di Apple (WebKit). L’obiettivo è creare un software che rispetti gli standard del web senza sottostare alle logiche commerciali dei giganti della Silicon Valley, garantendo un’alternativa reale e trasparente.
Segnalibri e siti più fluidi
Oltre alle grandi manovre sotto il cofano, marzo ha portato novità pratiche. Ora il browser supporta i segnalibri persistenti salvati in formato JSON, una funzione fondamentale per l’uso quotidiano. Sono stati risolti anche numerosi problemi di visualizzazione su siti popolari come Microsoft.com e Chess.com, grazie a una gestione più precisa dei fogli di stile (CSS) e dei caricamenti in parallelo. Con oltre due milioni di test di compatibilità superati, Ladybird non è più solo un esperimento, ma un software che inizia a masticare il web reale con estrema competenza.


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