Con Joomla 5, il progetto aveva rimosso i plugin reCAPTCHA dal core del CMS, motivando la scelta con preoccupazioni legate alla privacy e alla dipendenza da servizi Google. Una scelta comprensibile, ma che aveva lasciato i siti senza protezione antispam nativa: chi voleva proteggere i propri moduli doveva affidarsi a estensioni di terze parti, spesso a pagamento o comunque legate a servizi esterni.
Joomla 6.1, rilasciato il 14 aprile, risolve il problema con un approccio diverso.
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Un CAPTCHA che non si vede e non traccia nessuno
La novità più rilevante di questa versione è l’introduzione di un CAPTCHA basato sul metodo proof-of-work, costruito attorno alla libreria open source Altcha. Il meccanismo è semplice: quando un utente invia un modulo, il browser risolve automaticamente un piccolo problema matematico prima di procedere. L’operazione avviene in background, senza che l’utente debba fare nulla, senza caselle da spuntare e senza immagini da interpretare.
Il punto non è dimostrare di essere umani, ma rendere costoso per i bot inviare spam in volume. Il modello economico dello spam di massa si regge sulla velocità e sul numero di invii: se ogni richiesta richiede una frazione di secondo di calcolo, il costo scalato su milioni di tentativi diventa proibitivo. Per un essere umano, la differenza è impercettibile.
Dal punto di vista della privacy, non c’è nulla da configurare e nessun dato che lascia il server: niente chiavi API, niente account su piattaforme esterne, nessun cookie di terze parti.
Altre novità della versione
Oltre al CAPTCHA, Joomla 6.1 introduce un editor visivo per i flussi di pubblicazione: invece di dover ricostruire mentalmente il percorso di un contenuto attraverso i vari stati (bozza, revisione, pubblicato), ora esiste una vista grafica che mostra fasi e transizioni in modo immediato.
I campi personalizzati si arricchiscono di tre nuovi tipi: audio, video e documenti. Prima era possibile allegare solo immagini; ora i redattori possono associare qualsiasi tipo di file multimediale ai contenuti, con una gestione più strutturata nei template.
Infine, il versioning, già disponibile per gli articoli, viene esteso ai moduli. Su siti multilingua, è ora possibile associare istanze dello stesso modulo tra lingue diverse, con la stessa logica già in uso per i contenuti.


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