La shell fish arriva alla versione 4.6 con un insieme di miglioramenti che toccano sia la personalizzazione del prompt sia la qualità visiva dell’interfaccia.
La novità più interessante è il supporto alle variabili d’ambiente SHELL_PROMPT_PREFIX, SHELL_PROMPT_SUFFIX e SHELL_WELCOME, che permettono di aggiungere testo prima e dopo il prompt sinistro e di personalizzare il messaggio di benvenuto all’avvio. Un’integrazione utile soprattutto con strumenti come run0 di systemd.
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La larghezza predefinita delle emoji è stata portata a 2, migliorando la resa nelle sessioni remote verso sistemi più datati. Il completamento con il tasto Tab è stato aggiornato con l’allineamento a sinistra delle descrizioni nelle colonne, rendendo la lettura più immediata. Il comando set_color guadagna, anzi, ottiene un controllo più granulare su corsivo, testo barrato, sottolineato e inversione dei colori, con le nuove opzioni --foreground e --reset.
Tra le correzioni, sparisce un errore all’avvio su macOS causato da risposte lente del terminale e viene risolto un crash legato alla sospensione di alcune pipeline con ctrl-z. Aggiunti anche il supporto alle traduzioni in spagnolo e giapponese, il riconoscimento della sintassi Bash |& per reindirizzare insieme output standard ed errori, e un comportamento migliorato di fish_indent che ora preserva commenti e righe vuote prima dei blocchi con le graffe.


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