I report Intelligence di Inoreader esistevano già dalla scorsa primavera: selezionavi un gruppo di articoli, ci passavi sopra un prompt, e ottenevi un’analisi sintetizzata salvata come articolo nel tuo account. Utile, ma ancora un’operazione manuale. Adesso la piattaforma ha tolto anche questo passaggio.
Con i nuovi report automatizzati, basta configurare una volta sola la fonte da analizzare, che sia un singolo feed, una cartella, un tag o un canale del proprio team, scegliere un prompt tra quelli predefiniti o scrivendone uno personalizzato, e impostare frequenza e orario di generazione. Da quel momento in poi Inoreader ci pensa lui: ogni report viene creato automaticamente e depositato nel proprio account come articolo, pronto per essere annotato, esportato o condiviso.
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Nella pratica si presta bene a vari scenari: un briefing mattutino sui feed che si seguono, il monitoraggio periodico di un tema specifico, o l’analisi comparativa di più fonti su una stessa notizia. Inoreader suggerisce in particolare di abbinare la funzione ai feed di monitoraggio, quelli pensati per tracciare parole chiave o argomenti precisi.
Sotto al cofano gira GPT-4o-mini di OpenAI, anche se gli utenti dei piani Custom e Team Intelligence possono collegare una propria chiave API per usare modelli diversi. I report automatizzati condividono la quota token con le altre funzioni Intelligence, quindi conviene tenere d’occhio i consumi.
La funzione è disponibile come componente aggiuntivo per i piani Pro e Custom, mentre è inclusa nel piano Team Intelligence.


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