Neanche il tempo di scaldarsi. Digg, il sito di condivisione link che Kevin Rose e il cofondatore di Reddit Alexis Ohanian avevano rilanciato con grandi aspettative, ha annunciato un brusco ridimensionamento: licenziamenti consistenti, app rimossa dagli store e beta pubblica offline. Tutto questo a soli due mesi dall’apertura al pubblico, avvenuta a gennaio 2026.
Il motivo? I bot. Come riporta TechCrunch, appena aperto il beta, la piattaforma è stata travolta da account automatizzati e agenti di spam legati a operazioni di posizionamento sui motori di ricerca, attirati dall’autorità di dominio che Digg conservava su Google. Il CEO Justin Mezzell descrive la scena senza giri di parole: decine di migliaia di account bannati, strumenti interni e soluzioni esterne attivate, niente di sufficiente. Quando i voti e i commenti non sono più affidabili, una piattaforma come Digg smette di avere senso.
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C’è una certa ironia in tutto questo: Rose aveva dichiarato alla vigilia del rilancio che l’intelligenza artificiale avrebbe eliminato “il lavoro di pulizia dei moderatori”. Invece, sono stati proprio i sistemi automatizzati ostili ad avere la meglio.
Il problema, come osserva Mezzell, non è solo di Digg: è del web intero. La cosiddetta teoria dell’internet morto, l’idea che una parte crescente del traffico online sia generata da macchine anziché da persone, trova in questa vicenda una conferma pratica. Digg ne ha pagato le conseguenze in modo più diretto, perché la fiducia negli utenti è il prodotto stesso. A complicare il quadro, la difficoltà di sottrarre utenti alle piattaforme già consolidate: Reddit, nel frattempo diventata una società quotata in borsa, conta su anni di comunità costruite che non si spostano facilmente.
Non è una chiusura definitiva, almeno nelle dichiarazioni. Un piccolo gruppo rimasto terrà in vita il progetto, con un approccio che promette di essere “genuinamente diverso” rispetto al semplice posizionarsi come alternativa a Reddit. A partire da aprile, torna anche Rose, che lavorerà a tempo pieno sul rilancio.
Nel frattempo, se cerchi una comunità di link e discussioni senza algoritmi proprietari né fini di lucro, feddit.it è l’istanza italiana di Lemmy nel fediverso: aperta a tutti, moderata da persone in carne e ossa.

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