Presearch chiuderà definitivamente. L’annuncio è arrivato il 24 luglio in un post pubblicato su Medium dal team del progetto, che ha fissato al 27 luglio 2026 la data ultima di operatività della piattaforma.
Presearch era nato nel 2017 come alternativa decentralizzata a Google, promettendo ricerche senza tracciamento e un sistema di ricompense in criptovaluta (il token PRE) per chi lo utilizzava o gestiva un nodo della rete.
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Perché Presearch chiude
Nel comunicato, il team spiega di non essere mai riuscito a raggiungere il milione di ricerche legittime al giorno, soglia che avrebbe reso il progetto sostenibile dal punto di vista economico. Raccontano anche di aver preso in mano Presearch tre anni fa in condizioni critiche, con un’infrastruttura costosa da mantenere e un modello basato sul token ormai insostenibile, e di essere riusciti comunque a stabilizzarlo introducendo nuove forme di pubblicità e riducendo i costi operativi.
Un passaggio del comunicato è piuttosto esplicito su un altro fattore di crisi: secondo il team, la community si sarebbe concentrata quasi esclusivamente sul valore del token PRE invece che sul prodotto, rendendo ancora più complicato costruire un’attività solida attorno al motore di ricerca.
Cosa deve fare chi ha token PRE
Chi ha ancora fondi sulla piattaforma deve prelevarli entro il 27 luglio 2026 alle 17 ora del Pacifico. Attenzione però a chi ha token in staking sulla versione Web2: essendo previsto un periodo di attesa di 24 ore per lo sblocco, la scadenza effettiva per loro è domenica 26 luglio, sempre alle 17 PST. Chi gestisce nodi tramite smart contract Web3 dovrà invece effettuare l’unstake direttamente tramite blockchain. Per chi ha perso l’accesso al proprio account, il team mette a disposizione l’indirizzo withdrawal@presearch.com, con richieste accettate fino al 31 luglio.
Perché non ci mancherà troppo
Sulla lista di Le Alternative Presearch era già stato rimosso da tempo o forse addirittura non ci era mai entrato, non ricordo più. Ma ricordo il perché non ho voluto inserirlo ed erano proprio i dubbi sulla trasparenza e sull’eticità con cui il progetto era gestito negli ultimi anni. Negli ultimi tempi la piattaforma aveva infatti introdotto forme di pubblicità sempre più invasive, dalle “Takeover Ads” a schermo intero, modalità pensate per contenuti per adulti lanciata a inizio 2025, banner pubblicitari legati a casinò e scommesse.
A questo si sono aggiunte ripetute aste di NFT per le licenze dei nodi della rete, l’ultima delle quali, a febbraio 2026, ha generato oltre 8,5 milioni di PRE. Un percorso che, insieme al recente riposizionamento del progetto verso il calcolo per l’intelligenza artificiale, ha progressivamente allontanato l’utenza più generalista, quella che inizialmente si era avvicinata a Presearch cercando solo un’alternativa a Google rispettosa della privacy e che ne abbracciava il modello decentralizzato e relativamente aperto.
Se cercate un motore di ricerca alternativo su Le Alternative nella pagina dedicata trovate diversi modelli sostenibili e interessanti: https://lealternative.net/alternative-a-google-search/#motore-ricerca


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