SimpleX Chat, la rete di messaggistica che promette di non assegnare alcun identificatore agli utenti, ha aperto una campagna di equity crowdfunding su Wefunder, la piattaforma statunitense che permette anche a piccoli investitori non accreditati di comprare quote di startup a partire da cento dollari. Non si tratta di una donazione: chi partecipa acquista effettivamente una fetta della società che sviluppa l’app, tramite un SAFE (Simple Agreement for Future Equity), lo strumento diventato standard nel mondo delle startup dopo essere stato introdotto da Y Combinator.
Come funziona l’operazione
La raccolta segue il regime della Regulation Crowdfunding della SEC statunitense, pensata proprio per consentire anche a chi non è un investitore professionale di entrare nel capitale di aziende in fase iniziale. Secondo quanto riportato da Kingscrowd, la società viene valutata 45 milioni di dollari, con un obiettivo minimo di raccolta di 50.000 dollari e uno massimo di 1,24 milioni.
// affiliato ▸ AdGuard VPN · VPN veloce e rispettosa della privacy · Scopri i piani →
Chi investe almeno 500 dollari riceve in cambio anche un “public name” sulla rete SimpleX, riservato per cinque anni ai primi finanziatori e per tre a chi arriva dopo. Un dettaglio da non sottovalutare, come segnalato da It’s FOSS: il denaro versato non finisce direttamente in una SAFE con SimpleX Chat, ma passa attraverso una società veicolo (SPV) che detiene l’accordo per conto degli investitori.
Una società che cambia pelle
Dietro l’annuncio pubblicato sul blog ufficiale, che insiste soprattutto sui numeri di crescita (oltre 3 milioni di download, circa 480.000 utenti mensili, più di 1.000 server gestiti dalla community) e sui vantaggi teorici di una rete senza identificatori, ci sono alcuni elementi che meritano più attenzione.
SimpleX Chat Ltd, l’entità britannica che ha sviluppato l’app, è oggi una controllata della nuova SimpleX Chat Inc, con sede negli Stati Uniti. Un cambiamento di giurisdizione che chi valuta un investimento farebbe bene a tenere presente.
Il progetto ha inoltre virato la propria strategia commerciale verso i cosiddetti Community Credits, un sistema di crediti prepagati per pagare privatamente l’infrastruttura dei canali pubblici, insieme ai ricavi previsti dai “public name” per canali e attività commerciali. Secondo quanto dichiarato nella documentazione della campagna, la società ha liquidità sufficiente per coprire i prossimi dodici mesi, ma il team di sviluppo si sarebbe ridotto negli ultimi tempi a due o tre persone, rispetto alla dozzina abbondante impiegata in passato.
Non è un caso isolato
Il precedente più vicino, ricordato da It’s FOSS, è quello di Session, che a inizio anno aveva rischiato la chiusura dopo essere rimasta senza fondi, salvo poi riprendere lo sviluppo a giugno con un team ridotto in modo simile. Rispetto a quel caso, SimpleX Chat ha scelto la strada del capitale azionario invece della raccolta fondi d’emergenza, ma il quadro di fondo, quello di progetti di messaggistica privata che faticano a sostenersi economicamente nonostante una base di utenti in crescita, resta lo stesso.
Chi valuta di investire dovrebbe comunque ricordare che si tratta di un’operazione ad alto rischio come qualsiasi equity crowdfunding in fase early stage: nessuna garanzia di rendimento e quote difficili da rivendere in caso di ripensamento.


Mastodon
Telegram
Bluesky