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Kdenlive 25.12.0: interfaccia ridisegnata e nuovo supporto per i video verticali

Kdenlive, 11,5 milioni di download nel 2025 e donazioni in calo

Il resoconto annuale di Kdenlive, l’editor video libero sviluppato in KDE, racconta un 2025 di stabilizzazione e traccia la rotta del 2026 con colore a 10 bit, supporto OpenFX e approdo nel Microsoft Store.

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Oltre undici milioni e mezzo di download dal sito ufficiale nel solo 2025, 38 sviluppatori che hanno contribuito al codice, quasi la metà al primo contributo della propria carriera. Sono i numeri con cui Kdenlive, l’editor video libero sviluppato all’interno del progetto KDE, apre il suo resoconto annuale firmato da Farid Abdelnour, facendo il punto sull’anno appena passato e anticipando cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

L’impressione è quella di un progetto che ha deciso di crescere in modo ordinato. Come riporta il team stesso, la priorità del 2025 è stata la stabilità piuttosto che l’accumulo di nuove funzioni, una scelta che gli utenti di vecchia data apprezzano particolarmente.

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Un anno dedicato a rifinire

Le tre release pubblicate nel corso dell’anno raccontano proprio questa filosofia. La 25.04 uscita ad aprile ha introdotto la novità più vistosa: uno strumento di mascheratura automatica che sfrutta SAM2, un modello di riconoscimento degli oggetti sviluppato da Meta, per isolare un elemento da un filmato e rimuoverlo oppure trattarlo separatamente. Tutto viene elaborato in locale, senza inviare nulla a server esterni. Nella stessa versione è stato riscritto il supporto a OpenTimelineIO, un formato aperto che permette di trasferire progetti tra programmi di montaggio diversi, per esempio da Kdenlive a DaVinci Resolve o a Premiere e viceversa.

La versione 25.08 di agosto si è concentrata quasi interamente su correzioni di bug e sulla risistemazione del mixer audio, reso più leggibile e funzionante anche sugli schermi ad alta densità di pixel. La 25.12, uscita prima delle feste, ha rivisto invece l’interfaccia: una schermata di benvenuto per chi apre il programma per la prima volta, un sistema di pannelli che si possono riorganizzare con più facilità, un monitor di anteprima che ora mostra una minimappa per orientarsi nei progetti più lunghi.

Donazioni in calo, sostenibilità sotto pressione

Il capitolo più scomodo del resoconto riguarda i soldi. Nel 2025 le donazioni raccolte ammontano a 9.344,80 euro, contro gli 11.526,61 dell’anno precedente: un calo di circa il venti per cento. A fronte di oltre undici milioni di download la matematica è impietosa, e lo stesso team lo fa notare: se una persona su quattro tra chi lo ha scaricato versasse cinque euro, il progetto avrebbe risorse completamente diverse. Oggi queste donazioni permettono a Jean-Baptiste Mardelle, il manutentore principale, di dedicare a Kdenlive qualche giornata retribuita al mese in aggiunta al tempo che già ci mette come volontario.

Va ricordato che il venti per cento del budget viene girato a KDE e.V., l’associazione che gestisce l’infrastruttura del progetto KDE, per coprire server, spese amministrative, supporto legale e trasferte del team.

La roadmap 2026

Nei prossimi mesi dovrebbe arrivare il supporto al colore a 10 e 12 bit, una profondità cromatica che permette sfumature molto più fini rispetto agli 8 bit tradizionali e regge meglio le correzioni di colore in post-produzione. È una caratteristica fino a oggi quasi esclusiva delle suite commerciali come DaVinci Resolve. Kdenlive dovrebbe ottenere anche il supporto a OpenFX, uno standard aperto per i plugin di effetti video adottato da Resolve, Nuke e Fusion, che renderebbe riutilizzabili in Kdenlive effetti sviluppati per altri programmi.

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Per la velocità è in arrivo la decodifica accelerata tramite scheda video, pensata per alleggerire il carico sul processore e rendere la riproduzione dei filmati più fluida durante il montaggio. Più avanti verrà introdotto il Dopesheet, un pannello dedicato alla gestione dei keyframe, ovvero i punti chiave che definiscono come evolve un effetto nel tempo, simile a quello già presente in Blender o in After Effects. Il lavoro è finanziato da una sovvenzione europea tramite il programma NGI Zero Commons di NLnet.

Un ultimo tassello riguarda la distribuzione su Windows. Il team sta lavorando per rendere il programma compatibile con il compilatore di Microsoft, passaggio obbligato per poterlo poi pubblicare direttamente nel Microsoft Store e raggiungere una fascia di utenti meno incline a cercare software fuori dai canali ufficiali.

La prossima versione, la 26.04, è già in fase di test e introdurrà il monitor mirroring e le anteprime animate delle transizioni.


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