Shotcut, l’editor video open source e multipiattaforma, arriva alla versione 26.1 con una novità attesa da tempo: la decodifica video accelerata via hardware. Funziona su Linux, Windows e macOS, ed è attiva di default su tutte le piattaforme tranne che con schede NVIDIA su Linux.
In pratica, come spiega il blog ufficiale, il software ora sfrutta le API native di ciascun sistema operativo (VA-API, Media Foundation, Video Toolbox) per alleggerire il carico sulla CPU durante l’anteprima. Se un codec non è supportato dall’hardware, Shotcut torna automaticamente alla decodifica software senza che l’utente debba fare nulla.
Il team ammette che la funzione non fa miracoli, ma chi lavora con CPU poco potenti o chi vuole evitare che il portatile diventi una piastra per waffle noterà la differenza.
Le altre novità
Tra le aggiunte minori c’è un sistema di aiuto che permette di cliccare su qualsiasi elemento dell’interfaccia per aprire la documentazione relativa. La risoluzione massima per l’esportazione sale a 8640 pixel, aprendo così le porte ai video 8K VR180, e arriva anche il supporto per il cinese semplificato.
Shotcut è gratuito e disponibile per Windows, macOS e Linux.


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