Gmail sta usando le tue email per addestrare l'AI (e probabilmente non lo sapevi)

Gmail sta usando le tue email per addestrare l’AI (e probabilmente non lo sapevi)

Se usi Gmail, c’è una cosa che probabilmente ti può interessare: sembra che Google abbia attivato automaticamente alcune impostazioni che permettono al servizio di analizzare i tuoi messaggi e gli allegati per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. E sì, è successo senza che tu facessi nulla.

La notizia arriva da Dave Jones, ingegnere elettronico australiano e volto noto su YouTube per il suo canale EEVblog, che ha lanciato l’allarme sui social nelle ultime ore. Secondo quanto riporta Jones, tutti gli utenti Gmail sono stati automaticamente iscritti a questa funzionalità, e per disattivarla serve mettere mano alle impostazioni. Non in un punto solo, però: in due posizioni diverse.

Tweet di Dave Jones

Cosa sta succedendo esattamente?

Il meccanismo si chiama “Smart Features” e sulla carta serve a rendere Gmail più intelligente: risponde automaticamente alle email, suggerisce testo mentre scrivi, riconosce eventi nei messaggi e li aggiunge al calendario. Tutto molto comodo, certo. Il problema è che per farlo, Gmail deve leggere e analizzare quello che scrivi. E Google usa questi dati anche per allenare Gemini, la sua AI generativa.

In pratica, le tue conversazioni private diventano materiale didattico per i modelli linguistici di Mountain View. Email di lavoro, documenti personali, foto, PDF: tutto finisce nel tritacarne dell’addestramento. Certo, Google parla di “anonimizzazione” e “protezione della privacy”, ma il punto resta: i tuoi dati alimentano il sistema.

La cosa che fa ha fatto più arrabbiare Jones (e chi gli ha dato ragione) è che Google ha legato funzioni basilari come il controllo ortografico a queste Smart Features. Vuoi che Gmail ti segnali gli errori di battitura? Allora devi accettare che l’AI scansioni tutto quello che scrivi. È un po’ come se ti dicessero: “Certo che puoi entrare, ma solo se ci lasci le chiavi di casa”.

Come disattivare tutto (in due mosse)

Se l’idea non ti entusiasma, ecco come rimettere le cose a posto. Serve agire su due fronti diversi, quindi occhio a non saltare nessun passaggio.

Prima disattivazione: Smart Features base

Apri Gmail dal browser (da desktop è più semplice), clicca sull’ingranaggio in alto a destra e vai su “Visualizza tutte le impostazioni”. Scorri la pagina fino a trovare la sezione “Smart features” (o “Funzioni intelligenti” se hai l’interfaccia in italiano). Qui trovi una casella di spunta che dice qualcosa tipo “Attiva le funzioni intelligenti in Gmail, Chat e Meet”. Toglila. Scorri in fondo e salva le modifiche.

Seconda disattivazione: Google Workspace

Non hai finito. Sempre nella stessa schermata delle impostazioni, cerca la voce “Google Workspace smart features” (o “Funzioni intelligenti di Google Workspace”). Clicca su “Gestisci le impostazioni delle funzioni intelligenti di Workspace”.

Si apre una nuova finestra con due interruttori:

  • Smart features in Google Workspace
  • Smart features in other Google products

Disattivali entrambi. Salva anche qui. Fatto.

Se usi Gmail dall’app mobile, il percorso è simile: vai nel menu, poi in Impostazioni, scegli il tuo account e cerca le stesse voci. Ricordati che le modifiche valgono per tutti i dispositivi dove hai fatto l’accesso.

Google dice che va tutto bene

Ovviamente, Google ha la sua versione dei fatti. Sul sito ufficiale di Workspace c’è scritto nero su bianco che “i dati di Workspace non vengono usati per addestrare o migliorare i modelli di AI generativa che alimentano Bard, Search e altri sistemi esterni a Workspace… senza permesso“. Il “senza permesso” è la chiave: le Smart Features sono quel permesso.

La società sostiene che quando le funzioni intelligenti sono attive, i dati vengono usati esclusivamente per migliorare quelle funzioni specifiche, con protezioni sulla privacy e anonimizzazione. Tecnicamente, non sarebbe addestramento dei modelli principali, ma ottimizzazione delle feature interne. La distinzione è sottile, e non tutti la trovano rassicurante.

Perché questa storia fa discutere

Il punto non è (solo) la privacy. È il metodo. Molte persone si aspetterebbero un bel pop-up che chiede: “Ehi, possiamo usare le tue email per migliorare l’AI? Sì o no?”. Invece, Google ha attivato tutto di default e ha messo le opzioni per disattivare in due punti diversi del menu. Non proprio il massimo della trasparenza.

E poi c’è la questione del ricatto soft: vuoi il correttore ortografico? Allora accetti che l’AI legga le tue email. Per molti non è un compromesso accettabile, soprattutto considerando che il controllo ortografico esiste da decenni e non ha mai avuto bisogno dell’intelligenza artificiale per funzionare.

Dave Jones chiude il suo thread dicendo che è importante diffondere la notizia, e ha ragione. Non tutti passano il tempo a setacciare i menu delle impostazioni, e molti utenti potrebbero non sapere nemmeno che questa funzionalità è attiva.

Gmail rimane uno dei servizi email più usati al mondo, comodo e affidabile. Ma vale la pena sapere cosa succede dietro le quinte. E se non ti va che le tue conversazioni diventino cibo per gli algoritmi, ora sai dove andare a disattivare il tutto.

Vi lasciamo il link di X e anche di XCancel per chi non ha X e vuole vedere le risposte.

FONTE x.com

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