Chi possiede un Raspberry Pi o un mini-computer simile e vuole trasformarlo in qualcosa di utile, tipo un piccolo server casalingo, un media center o un sistema per la domotica, prima o poi si imbatte in DietPi. Si tratta di una distribuzione Linux basata su Debian, pensata per essere il più leggera possibile e ottimizzata per girare su hardware a basso consumo. A differenza di Raspberry Pi OS, che è più generalista, DietPi punta tutto sull’efficienza e su un sistema di installazione software semplificato: scegli cosa ti serve da un menu, lui installa e configura tutto.
La particolarità è proprio questa: un catalogo di software già pronti da installare con pochi clic, dai server multimediali come Plex e Jellyfin fino a strumenti per il backup, la sincronizzazione file o il monitoraggio di rete. Il tutto su un sistema che occupa pochissime risorse.
Le novità della versione 10
Con il rilascio del 25 gennaio arriva DietPi 10, che si basa ora su Debian 12 Bookworm. Questo significa che alcune schede più datate, come le Sparky SBC e alcune NanoPi, non sono più supportate perché i loro kernel sono troppo vecchi.
Lato software arrivano due novità interessanti. La prima è Uptime Kuma, uno strumento di monitoraggio che permette di controllare se i propri servizi sono online e ricevere notifiche in caso di problemi. La seconda è ownCloud Infinite Scale, la versione moderna della piattaforma di sincronizzazione file ownCloud, che va a sostituire la vecchia versione “classic” ormai non più aggiornata.
Piccola comodità per chi usa Raspberry Pi: DietPi ora compare direttamente nelle opzioni di Raspberry Pi Imager, senza dover scaricare l’immagine manualmente. Come riporta la documentazione ufficiale, sono stati corretti anche diversi bug relativi al WiFi su alcune schede Orange Pi e Radxa.


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