Adobe ha annunciato l’acquisizione di Semrush, azienda leader nella gestione della visibilità online, per 1,9 miliardi di dollari. Come riporta il comunicato ufficiale, l’operazione prevede il pagamento di 12 dollari per azione in contanti e dovrebbe concludersi nella prima metà del 2026, dopo le approvazioni degli azionisti e delle autorità di controllo.
La mossa del colosso di San Jose non è casuale: con l’avvento dei modelli linguistici come ChatGPT e Gemini di Google, il modo in cui le persone cercano informazioni online sta cambiando radicalmente. E le aziende devono adattarsi in fretta per non sparire dal radar dei potenziali clienti.
Perché l’intelligenza artificiale cambia tutto per i marchi
Il punto è semplice: sempre più persone stanno abbandonando Google per chiedere consigli direttamente a ChatGPT o ad altri assistenti basati su IA. Secondo i dati raccolti da Adobe Analytics, a ottobre 2025 il traffico verso i siti di vendita al dettaglio statunitensi proveniente da fonti di intelligenza artificiale generativa è aumentato del 1.200% rispetto all’anno precedente. E no, non è un refuso: milleduecento percento.
Questo significa che le tecniche tradizionali di posizionamento sui motori di ricerca (la classica SEO) non bastano più.
Cosa porta Semrush in dote ad Adobe
Semrush non è esattamente uno sconosciuto nel settore: con oltre dieci anni di esperienza nell’ottimizzazione per i motori di ricerca, la piattaforma aiuta marchi del calibro di Amazon, JPMorgan Chase e TikTok a gestire la propria visibilità online.
L’obiettivo di Adobe sembra abbastanza chiaro: integrare le competenze di Semrush con i propri prodotti come Experience Manager e Analytics per offrire alle aziende una visione completa di come i loro marchi vengono percepiti online.


Mastodon
Telegram
Bluesky
Lascia un commento