Kagi, il motore di ricerca a pagamento che punta su privacy e personalizzazione, ha pubblicato un post sul proprio blog in cui chiede cambiamenti strutturali nel settore della ricerca online. L’azienda sostiene che serve un accesso aperto agli indici dei motori di ricerca per creare un web più sano e centrato sugli utenti.
Il tema non è nuovo: Kagi da tempo critica il monopolio dei big tech sulla ricerca, proponendosi come alternativa che fa pagare gli utenti invece di monetizzare i loro dati. Il modello è semplice, da 5 dollari al mese si ottiene un motore senza pubblicità e con la possibilità di bloccare o dare priorità a determinati siti nei risultati.
Insieme al post, Kagi ha rilasciato alcuni aggiornamenti al servizio. La lente Academic è stata migliorata per restituire risultati più pertinenti quando si cercano informazioni su medicina, ricerca scientifica o altri ambiti specialistici. Ora è anche possibile impostare manualmente la propria posizione geografica per ottenere risultati locali più precisi, senza dipendere dalla geolocalizzazione automatica.
Per quanto riguarda l’assistente AI integrato, Kagi ha reso più chiare le raccomandazioni sui modelli da usare: viene specificato quale è il più veloce, quale offre il miglior equilibrio tra velocità e profondità, e quale garantisce la massima qualità. Sono stati anche risolti problemi di connessione che interrompevano le risposte in corso.
Per chi cerca alternative a Google che rispettino la privacy, Kagi rimane una delle opzioni più interessanti, anche se a pagamento.


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